Approccio

L’intervento cognitivo-comportamentale afferma l’esistenza di una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti e ritiene che molti dei nostri problemi siano influenzati da ciò che pensiamo e facciamo nel presente.

Secondo questo modello è il modo in cui gli eventi vengono interpretati che determinano ciò che le persone provano e non la situazione in sé.

Di conseguenza molti disturbi si basano, quindi, su un modo distorto di pensare influenzando negativamente il pensiero e i comportamenti. L’intervento mira a modificare, di conseguenza, i pensieri (cosi chiamati “irrazionali”), i comportamenti e le emozioni disfunzionali, favorendo miglioramenti duraturi nel tempo.

Il colloquio psicoterapeutico cognitivo-comportamentale basato sulle teorie di A.Ellis e A.T Back si basa su principi tecnici chiari ed operativi, ed incoraggia il paziente ad apprendere tre abilità di base:

  • Riconoscere il legame tra sofferenza emotiva e pensiero consapevole ed esplicito, cioè tra quello che sento, penso e posso esprimere verbalmente.
  • Mettere in discussione la validità, valore ed utilità di questi pensieri.
  • Costruire nuovi pensieri più veritieri ed utili che andranno a sostituire quelli vecchi nelle situazioni quotidiane permettendo in questo modo di generare azioni ed emozioni differenti, che saranno in grado di generare maggiore benessere e maggiore capacità di affrontare e/o sopportare le situazioni della vita quotidiana.

Oggi la psicoterapia cognitivo-comportamentale è considerata un trattamento psicologico d’elezione per molti problemi emotivi e comportamentali. Essa è una disciplina scientificamente fondata, utilizzata per il trattamento di varie problematiche, come:

  • disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, ossessioni e compulsioni, ecc.);
  • disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare);
  • disturbi nella sfera sessuale;
  • disturbi della personalità;
  • disturbi del sonno;
  • dipendenze;
  • disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, ecc.);
  • problemi di bassa autostima.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale nasce dalla combinazione di due forme di terapia:

La terapia comportamentale 

Questo tipo di terapia favorisce il cambiamento del nostro modo di reagire alle situazioni che ci creano difficoltà, portando all’apprendimento di nuove modalità di reazione (emotive e comportamentali); 

La terapia cognitiva 

La terapia cognitiva: aiuta ad individuare i pensieri ricorrenti, gli schemi fissi di interpretazione della realtà che causano le emozioni negative, a correggerli in pensieri più oggettivi e funzionali al benessere della persona.

Con queste due forme di trattamento, la terapia cognitivo-comportamentale rappresenta un potente strumento per risolvere in tempi brevi forti disagi psicologici, ed è:

  • Centrata sul presente;
  • Pratica e concreta;
  • A breve termine;
  • Orientata ad uno scopo;
  • Attiva e collaborativa, perché sia il terapeuta che il paziente giocano un ruolo attivo nella terapia;
  • Scientificamente fondata, infatti è stato dimostrato da numerosi studi che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico.

 La terapia cognitivo- comportamentale è adatta al trattamento individuale, di coppia e di gruppo.